
Cerimonia alla Fattoria di Lavacchio: poche persone, tanta atmosfera
Non posso darti il meglio del mondo, ma ti darò… Me stesso. (Gen Rosso)
“Piccolo il mondo, eh?”
Luisa e Lorenzo sono venuti nel mio studio e abbiamo scoperto una cosa che ci ha fatto sorridere tutti: ci conoscevamo già, o meglio… ci eravamo sicuramente incrociati mille volte senza saperlo. Loro abitano letteralmente dietro al mio studio, nella strada parallela a circa 30mt di distanza. Chissà quante volte ci siamo visti facendo la spesa o durante qualche evento locale, ognuno dentro la propria giornata.
È il tipo di storia che amo raccontare come fotografo matrimonio reportage Firenze: pochi elementi, tanta verità, e immagini che nascono mentre la vita accade.
E forse è proprio questo il bello di un matrimonio intimo a Firenze, o ancora meglio di un matrimonio intimo a Pontassieve (che è una realtà ancora più ristretta rispetto alla città): non sembra mai “un evento”, sembra piuttosto una storia che appartiene a un luogo e a delle persone che lo vivono realmente.
In studio ci siamo conosciuti davvero
Nel mio studio ci siamo conosciuti sul serio.
Abbiamo parlato a lungo, con quella calma che arriva quando davanti hai una coppia che non ha bisogno di impressionare: ti racconta e basta. E la loro storia è una di quelle che meritano attenzione, e io le coppie le ascolto e prendo appunti per poi scrivere questi articoli.
Sette anni fa, Firenze era il punto di incontro tra due mondi diversi.
C’era il mondo di Luisa che era arrivata per studiare “Gestione di eventi culturali”, e quello di Lorenzo che quelle strade le conosceva con i ritmi di chi ci lavora e ci vive.
Non si sono cercati davvero: si sono trovati!
Pausa pranzo dopo pausa pranzo, gli incontri sono diventati conversazioni vere, fatte di valori, punti di vista, dettagli in comune. Come se la città stesse facendo spazio a qualcosa che doveva nascere.

…e da lì la loro storia…
Hanno costruito un “noi” e lo hanno fatto con calma, una calma di presenza e di scelte quotidiane.
Lo hanno fatto frequentando e vivendo a Firenze, ma per Luisa tornava spesso quel pensiero: Imperia! Era una storta spada di Damocle sospesa sul futuro.
Lo era, ma proprio quando quel pensiero era più pesante…è arrivata in lei una consapevolezza e la risposta semplice: la scelta di restare. La scelta è stata una solida decisione vera senza un gesto plateale, e da quel momento la loro quotidianità ha smesso di “provare”: gradualmente è diventata casa.
L’idea del matrimonio è emersa nel 2023 allo stesso modo: naturale, nessuna roboante azione o chissà quale clamore e senza neppure sfarzo. Certe storie d’amore non fanno spettacolo: si riconoscono perché crescono con delicatezza, come le persone che le compongono…e forse tutto era già scritto da tempo, proprio da quel primo bacio fra loro che è avvenuto nel cuore di Piazza della Signoria.
Spontaneità, coraggio, e quella sensazione precisa che quando succede…non la scambi con nient’altro.
Un’unica giornata, poche persone, molta presenza
Il loro matrimonio si è svolto tutto in location: cerimonia civile alla Fattoria di Lavacchio a Pontassieve, celebrata all’interno delle cantine, e festeggiamenti al Mulino a Vento: distanza fra i due luoghi circa 5′ a piedi su una strada con una vista stupenda sulle vigne…
Sfruttando questo percorso e questo loro matrimonio intimo a Pontassieve in origine l’idea era prorio quella di fare un percorso tra le vigne per scatti panoramici e paesaggistici.

Qualche giorno prima del loro matrimonio ci siamo rivisti nel mio studio per definire i luoghi, gli spostamenti e la loro idea di organizzazione della timeline per il loro giorno speciale.
Sono dell’idea che per raccontare bene un matrimonio sia necessario pianificare, facendolo nel senso giusto: sapere e capire dove e come si svolgeranno gli eventi. E’ una scelta che serve per muoversi liberi dentro ciò che succede senza fermare gli eventi, non per ingabbiare la giornata.
In un matrimonio intimo questo aspetto è importantissimo: meno corse, meno caos, più atmosfera. Poche persone, ma quelle giuste: e quando le persone sono quelle giuste, ogni gesto è ancora più bello.
In un matrimonio con pochi invitati in Toscana il calore si moltiplica: ogni abbraccio pesa di più, ogni sguardo arriva più vicino.
Il meteo e il mio B-plan
A casa degli sposi l’atmosfera era di moderata tensione (ho visto di peggio), si respirava quella sensazione di “speriamo vada tutto bene”, senza panico né corse stressanti per placare l’ansia.
L’emozione c’era ed era tanta, ma Luisa e Lorenzo sono stati bravissimi nel gestirla: in due si compensavano, uno bilanciava timori e pensieri dell’altro.
Di pensieri, in quei giorni, ce n’era uno che era sopra a tutti gli altri: il meteo!
Nei giorni precedenti al loro matrimonio intimo era piovuto in abbondanza, il terreno era saturo.
Il giorno prima sembrava promettere bene, poi nella notte e fino al mattino alcuni scrosci hanno nuovamente messo tutto in discussione.

Qui entra il mio modo di lavorare: io preparo sempre un piano B.
Si tratta un piano per salvare la serenità degli sposi, non tanto per ‘salvare’ le foto in se, perché il giorno del matrimonio la teoria spesso serve a poco. C’è chi si diverte anche sotto la pioggia e chi vedendo nubi all’orizzonde, si irrigidisce e va in tilt…
Troppi fattori ignoti per decidere tutto prima e che possono cambiare il giorno stesso a causa dello stress.
Il mio B-plan è semplice: se durante il matrimonio il servizio fotografico di coppia non è possibile, c’è un altro giorno dedicato solo a loro. Abiti, intimità, tempo, senza pressione per un servizio fotografico di coppia.
In questo modo le coppie possono restare presenti nel loro giorno, e io posso raccontarlo per quello che è.
Per fortuna però la mattina del matrimonio intimo a Pontassieve di Luisa e Lorenzo la pioggia gradualmente è cessata. Questo ha portato molte cose positive: aria pulita, temperature gradevoli e soprattutto…quella luce bella che arriva quando il cielo si svuota dopo la pioggia.

Preparativi in casa: dettagli veri, famiglia e calore
Un’amica di Luisa ha gestito make-up e acconciatura: lo fa di professione la parrucchiera e la truccatrice, ma quel giorno approfittando anche del fatto che fosse neo mamma, ha scelto di occuparsi lei della sua amica. Un gesto che dice tutto.
Lorenzo prepara le bottoniere e finisce di prepararsi, coinvolgendo anche i suoi genitori: è sempre bello vedere nelle foto che i parenti aiutano gli sposi a finirsi vestire. Chi aiuta con il gilet, chi con la giacca, altre volte gemelli, cravata…
Poco dopo arrivano i genitori di Luisa, baci e abbracci. Con loro arriva anche Dante, il nipotino di circa 2 anni: un terremoto come ogni bambino dovrebbe essere.
Divano e cuscini diventano subito il suo regno.
Io nel frattempo creo un mini set fotografico per i dettagli: bouquet, braccialetti, collana, fedi… tutti piccoli elementi che aprono e intervallano la storia.
È qualosa che faccio sempre senza renderla mai ripetitiva, perché ogni coppia ha simboli diversi, scelte diverse, un percorso diverso.
Nei miei matrimoni adoro quando succede una cosa, come peraltro è successo in questo matrimonio intimo a Pontassieve: diventare uno di famiglia.
Quando le persone mi sentono vicino, quando in me c’è la fiducia come un familiare…l’atmosfera prende vita ed è lì che le foto smettono di ‘documentare’ solamente e iniziano a raccontare davvero!
L’attesa della cerimonia civile alla Fattoria di Lavacchio (Pontassieve)
Lorenzo esce da casa e con i suoi genitori va alla location per accogliere amici e parenti.
Io resto con Luisa per finir raccontare i suoi preparativi: collana e orecchini sistemati da sua mamma e sua sorella, emozione palpabile, qualche lacrima che scende (ma non si vede).
Poi un dettaglio quotidiano e dolcissimo: Luisa rientra un attimo per sistemare il gatto e lasciargli acqua e viveri, perché la prima notte di nozze l’avrebbero passata in uno degli appartamenti della fattoria. Ahimé però il gatto ha optato per l’anonimato, gradisce poco la presenza di persone sconosciute nel suo “castello”. Conosco bene la cosa, ho una gatta molto paurosa anch’io (che a volte ha paura anche di se stessa ahahah)…
Usciti di casa e ci dirigiamo verso Lavacchio.
Una volta arrivato là trovo…poche persone, nel senso migliore del termine: poche decine, tutti amici e parenti scelti davvero, realmente intimi. È uno di quei matrimoni in cui lo capisci subito: ogni presenza è una scelta, e ogni abbraccio ha un peso!
Al mio arrivo colgo momenti: mi muovo in cerca di attimi ed espressioni, entro a fotografare la cantina dove si svolgerà la cerimonia che è ancora vuota.
Immortalo tutte quelle micro-dinamiche spontanee che si creano tra le persone: faccio volentieri questi scatti, ogni foto è il tassello della storia di quel giorno e di quelle persone.
Il cuore del mio racconto resta sempre quello: la spontaneità, gli attimi e le foto candid, istanti ‘rubati’. L’attesa della sposa, il cercare di capire parenti e amici “dispersi” date le zone magari non consciute da chi abita fuori dalle nostre zone o da chi viene dalla Liguria come alcuni invitati di Luisa.
Cerimonia civile: parole vere per un matrimonio intimo a Firenze
Arriva Luisa, accompagnata dal padre. Mi dà subito l’impressione di commuoversi.
Lorenzo invece… non ho capito se fosse commozione pura o un mix di tensione che si scioglie e felicità: ma l’ho sentito, eccome.
La cerimonia è semplice, intima, personale.
Di cerimonie come fotografo di matrimonio ne sento molte ma…in questa ho apprezzato molto il discorso del celebrante.
Raccontava che le coppie devono ascoltarsi, accettarsi nelle diversità, essere complici, rispettarsi, volersi bene. Non ricordo tutte le parole, ma ricordo il senso e quel tono “a braccio” che suona come un augurio autentico.
Arriva il momento delle fedi, portate da un invitato d’eccezione, Dante!
I bambini quando portano le fedi sono sempre un gesto veramente emozionante e divertente, sono quel mix di stupore, naturalezza, imbarazzo, attesa del “grazie” o del bacio di ricompensa…
Una volta mi è capitato di una bambina che in chiesa arrivata a metà della navata decise di tornare indietro fra le risate e l’imbarazzo generale.

Subito dopo ci sono due speech, della madre e della sorella di Luisa.
Oggi sembra quasi che “vada di moda” fare discorsi, ho assisto anche a 10 speech in una giornata di matrimonio (e alle volte rischia di diventare un po’ eccessivo)…
Tuttavia…durante il matrimonio di Luisa e Lorenzo tutto c’era fuorché moda, c’era solamente verità, emozione, gioia, felicità.
Sono stati due interventi genuini, sinceri, commoventi nel modo più pulito possibile senza frasi ad effetto ma con frasi pensate e trovate e pensate prima di scriverle.
Un matrimonio intimo a Firenze come quello di Luisa e Lorenzo ha proprio questo potere: non disperde le emozioni, le tiene lì, vicine e condivise!
All’uscita della cantina della Fattoria di Lavacchio è un intreccio continuo di baci e abbracci: è impossibile raccontare tutto, servirebbero decine di fotografi per coprire ogni singolo gesto, ogni singolo abbraccio e bacio.
Ma…anche questo è il bello: avere un racconto attraverso foto matrimonio spontanee Firenze, scegliendo frammenti veri di attimi rubati, risate e occhi lucidi.
Conta la qualità autentica del racconto e non la quantità di scatti.
È stata una giornata perfetta per chi sogna un matrimonio in agriturismo Firenze, con spazi autentici e un ritmo umano, senza corse.
Perché scegliere un matrimonio intimo a Firenze
Un matrimonio intimo a Firenze (e nelle sue colline) ha una qualità rara: meno rumore e più sguardi. Poche persone, ma presenti davvero, il tempo per respirare tutte le sfumature emotive e accarezzare tutti i sensi. Spazio per le parole, per le strette di mano, per quel tipo di calore che nei matrimoni grandi spesso si perde tra gli incastri della timeline.
Per me fotograficamente significa poter entrare e rimanere dentro una storia con più profondità: raccontare quello che accade davvero, senza forzature.
Cinque minuti di camminata e il mondo che sorride
Il viaggio verso il ristorante è un tratto di cinque minuti a piedi. In quei cinque minuti succede una cosa che adoro: persone a passeggio si fermano a fare gli auguri. È sempre bello vedere chi si ricorda del proprio matrimonio, anche da anziano. E poi è bellissimo vedere espressioni inaspettate, entusiasmi da parte di “milord e milady” che non ti aspetti, di quelle persone solitamente ‘fredde’ come approccio umano.
Io racconto quella camminata com’è: spontanea e naturale, come loro.
All’arrivo un amico della coppia fa da accoglienza all’ingresso.
Il personale del catering di Lecirque Firenze porta uno spritz e un piattino di aperitivi per gli sposi: un benvenuto semplice e curato senza essere invadente.
Nei terreni sotto al ristorante troviamo un punto dove non ci sono rischi di “affondare”, e lì Luisa e Lorenzo che avevano visto alcune mie foto di coppie tra le vigne…mi chiedono di ricreare qualcosa di simile, ma che sia adatto a loro e alla loro sobrietà.
Le foto matrimonio spontanee Firenze mi fanno pensare che invece di chiedere loro di posare…posso farli essere se stessi.
Un brindisi e due passi mixati un tocco di amore, un po’ di quella magia che si respira con le coppie innamorate…
Adesso è arrivato il momento di entrare davvero al ristorante e mi sono trovato davanti a una persona che mi è piaciuta tantissimo: il caricaturista.
Un’idea divertente, originale, leggera! Una figura perfetta per un matrimonio intimo, perché aggiunge un ricordo “diverso” senza rubare spazio alle emozioni.

Pranzo, ritratti, torta e bouquet preso al volo
Scambio qualche chiacchiera con i convenuti e gradualmente ci sediamo a tavola. Mi piace questo momento perché il ritmo cambia: la cerimonia lascia spazio alla convivialità, e tutto si fa più morbido. In un matrimonio intimo questa fase ha un valore enorme, perché non c’è dispersione: ci si guarda, ci si parla, ci si ascolta. E io posso muovermi senza “rubare spazio”, restando presente ma leggero.
Il pranzo scorre bene, con quel tipo di energia calma che adoro raccontare. Tra una portata e l’altra passo tra i tavoli: mi prendo frammenti di conversazioni, sorrisi a metà frase, gesti piccoli e veri. Luisa e Lorenzo girano tra amici e parenti con naturalezza, senza ansia da “dobbiamo salutare tutti”, perché in un matrimonio con poche persone tutto è più umano: ogni incontro ha tempo, ogni abbraccio ha senso.
E poi c’è Dante, che porta dentro la sala la sua rivoluzione silenziosa fatta di macchinine, corse improvvise, risate e giochi. Lui non “riempie” il tempo: lo rende vero. E io lo seguo così com’è, perché i bambini, se lasciati liberi di giocare fra se oppure assieme agli animatori, sono il miglior termometro dell’atmosfera: quando giocano sereni, significa che anche gli adulti stanno bene e i genitori sono felici di godersi la giornata.

In questi momenti mi piace fare una cosa precisa: alternare fotografie di contesto (per far sentire il luogo, la luce, la distanza tra le persone) a fotografie strette, intime, dove entrano le espressioni e le mani. È un modo per non raccontare solo “cosa succede”, ma come si sente. E quel “come si sente” qui era semplice: calore, leggerezza, complicità.
A dare un tocco ancora più divertente ci pensa il caricaturista. Realizza ritratti degli sposi, poi si sposta tra gli amici, coglie fisionomie e caratteri con quella sintesi ironica che funziona sempre. È una di quelle scelte che in un matrimonio intimo fanno ancora più effetto: è un dettaglio pensato per far sorridere davvero, senza allontanare nessuno dall’atmosfera, nessun intrattenimento “da grande evento” ma ritratti intimi.
E poi succede una cosa che mi ha fatto sorridere: in un momento di pausa, il caricaturista decide di ritrarre anche me al lavoro. Un bel ritratto, riuscito, uno di quelli che non è solo “divertente” ma anche affettuoso. Lo conservo in studio con soddisfazione vera, è un piccolo simbolo di quello che amo del mio lavoro: quando ti senti parte della giornata, le persone ti includono senza bisogno di dirlo.
Adesso arriva il taglio torta. È un momento semplice, ma pieno dove tutti gli invitati si avvicinano, si stringono: in un matrimonio intimo la scena non diventa mai folla né spettacolo. Rimane vicina, leggibile, respirabile. Luisa e Lorenzo sono lì, presenti, e io cerco di raccontare non solo il gesto, ma quello che c’è intorno.
Intorno trovi solamente occhi che sorridono, qualcuno che commenta sottovoce il momento, amcii che ridono o fanno il tifo…insomma, quella gioia che passa da una persona all’altra come una cosa naturale.
Subito dopo eccoci arrivati a uno dei momenti più attesi del matrimonio: il lancio del bouquet!
Qui la giornata si concede una piccola esplosione di creatività e inventiva: la cugina di Lorenzo scatta con una rapidità incredibile e lo conquista con una presa netta e sicura, a dispetto delle altre pretendenti.
Lo scorso anno durante il lancio del bouquet alcune invitate sono salite sulle spalle dei fidanzati e hanno iniziato una “battaglia” per la conquista del bouquet: traiettorie e tentativi di indovinare la direzione.
Sono risate vere, uno dei tanti istanti che durano pochissimo ma che in fotografia rimane perfetto perché è istinto puro.
È uno di quei momenti in cui capisci quanto sia bello lasciar accadere le cose: niente pose, niente costruzioni, solo vita.
La giornata si avvia verso la fine in modo naturale, senza strappi. Alcuni invitati ripartono, qualcuno resta ancora per salutare con calma, e io ne approfitto per fare qualche scatto di coppia agli amici degli sposi: piccole foto ricordo, leggere, da tenere. Sono quei dettagli finali che completano il racconto, perché dicono “questa giornata è stata condivisa”, non solo vissuta.
E poi c’è l’ultima passeggiata. Quella che riporta Luisa e Lorenzo verso la casa che li ospiterà per la notte ed è praticamente di fronte al ristorante. Un cammino breve, ma pieno di quel silenzio buono che arriva dopo una giornata intensa. Qui mi piace rallentare ancora di più: pochi scatti, scelti, con aria e spazio intorno. Un tramonto che chiude, un’altalena che alleggerisce, un abbraccio che non ha più niente da dimostrare.
Un finale che continua: l’album come investimento di memoria
È stato un matrimonio intimo, ma non “chiuso”: pochi amici, pochi parenti, persone amate e scelte. Per me questo racconto non poteva finire con l’ultima foto scattata al tramonto…
Difatti dopo la post-produzione, fatta con cura per mantenere atmosfere e colori, ho creato un album per il mio studio con il racconto di questo matrimonio intimo a Pontassieve.
L’album fotografico matrimonio artigianale ho deciso di realizzalo con materiali naturali: lino e carta certificata a basso impatto ambientale. Naturale come loro, naturale come il luogo.
L’album lo ho fatto realizzare da un’eccellenza italiana a cui mi affido per questi prodotti.
Ho cercato e acquistato su web un’immagine che rappresentasse un mulino a vento e poi una con un terreno non coltivato. Ho fuso le immagini e ho aggiunto la loro personalizzazione, quella con il impressa la data del loro giorno speciale.
Mi ispirava molto scegliere fra i colori disponibili per il lino il marrone per la copertina e il dorso dell’album, mentre per la scatola ho scelto un grigio verde.
Luisa e Lorenzo però avevano un’idea ancora più “loro”: un album tradizionale, di quelli in cui si incollano le foto. Mi hanno portato un progetto e li ho aiutati a costruirlo (facendomi aiutare anche dai consigli preziosi di un collega amico e vecchio fotografo, perché oggi incollare stampe è un rito raro).
Guardando questo progetto e l’album qualcosa mi tornava poco: troppe pagine dell’album restavano vuote e c’era un ordine narrativo diverso. Confrontarsi è anche questo, capire cosa non torna e rispettare le scelte altri.
Gli sposi volevano lasciare alcune pagine finali dell’album libere dalle foto perché volevano conservarci biglietti d’auguri, messaggi scritti su dei foglietti durante il pranzo, dediche, lettere.
Ecco perché per me la fotografia non è “una voce della lista matrimonio”: è un investimento in memoria. Non sono solo immagini: sono le connessioni, i gesti, la presenza. Quello che fra anni ti farà sentire ancora qualcosa.
Se clicchi sull’immagine qua sotto potrai sfogliare l’album una pagina per volta così da gustare al meglio ogni riocordo dell’album che mi avevano ispirato Luisa e Lorenzo per questo loro matrimonio intimo alla Fattoria di Lavacchio.
Il mio modo di raccontare: intimo, spontaneo, con un tocco editoriale
Il mio obiettivo è creare foto matrimonio spontanee Firenze: immagini intime, non forzate, che fanno sentire com’era davvero quel momento.
La fotografia è un dialogo tra luce ed emozione, tra ciò che vedo e ciò che sento. Mi attraggono l’autenticità, il silenzio prima di un sorriso, lo sguardo che due persone come Luisa e Lorenzo si scambiano quando nessuno li sta chiamando.
Cerco sempre quell’incontro raro tra momenti intimi e visione artistica, con un’eleganza “editoriale” che resta leggera, mai invadente.
Cerco la connessione con la storia e le persone perché siamo partner in questo viaggio: io per voi non sono “solo un fotografo” e voi per me non siete “solo clienti”.
Tradizione o non tradizione per questo matrimonio intimo a Pontassieve: l’importante è che la giornata sia stata la vostra come quella di Luisa e Lorenzo, coerente con quello che ogni coppia è. Perché la vostra storia può essere narrata con immagini che raccontano chi siete e non solo cosa è successo…
Ogni storia comincia da una connessione.
Se senti che il tuo matrimonio sarà intimo, umano e spontaneo, scrivimi: inizia da lì.
Se stai immaginando un matrimonio intimo a Firenze, a Pontassieve o in Toscana, qui puoi approfondire il mio modo di lavorare nel servizio fotografico di matrimonio a Firenze e in Toscana.
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